{"id":1224,"date":"2025-07-14T12:15:06","date_gmt":"2025-07-14T10:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/?page_id=1224"},"modified":"2025-11-14T22:19:47","modified_gmt":"2025-11-14T21:19:47","slug":"contributo-a-la-biblioteca-cinetica-2025-cc-by-sa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/contributo-a-la-biblioteca-cinetica-2025-cc-by-sa\/","title":{"rendered":"Contributo a La Biblioteca Cinetica (2025) [CC-BY-SA]"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading eplus-EEzwGw\"><br> Imprendibili disarticolate dinamiche<\/h2>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading eplus-owrqor\">di Valerio Bindi<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"eplus-A99XZr wp-block-paragraph\">Testo rilasciato in <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\">CREATIVE COMMONS [BY SA]<\/a> e liberamente scaricabile. Ogni donazione all\u2019associazione La Bagarre con cui organizzo molteplici attivit\u00e0 \u00e8 benvenuta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large eplus-mGY9Pc\"><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=T2Y3UKWDG46KJ\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"173\" height=\"38\" src=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2017\/11\/donazione.png\" alt=\"donate\" class=\"wp-image-260\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image eplus-pkGCwW\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"712\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica-712x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1226\" srcset=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica-712x1024.jpg 712w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica-209x300.jpg 209w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica-768x1104.jpg 768w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica-540x776.jpg 540w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2025\/11\/biblioteca-cinetica.jpg 1061w\" sizes=\"auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Biblioteca Cinetica di Vicente Funes (2025)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-right eplus-dwuiy0 is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La paura ha molti occhi, e vede le cose sottoterra, quanto quelle di lass\u00f9, del cielo<\/em><br>Cervantes<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<p class=\"eplus-0uERPe\">Una cosa che mi affascina nel discorso sul Fumetto \u00e8 la sua imprendibilit\u00e0. Metodi di elaborazione, stili e declinazioni geoculturali, elementi della progettazione, strutture narrative, formati, la specificit\u00e0 produttiva del fumetto: sono tutti elementi studiati, analizzati e discussi. Ci si \u00e8 soffermati sui legami strutturali, su quelli formali (sia dal punto di vista del formato che del linguaggio iconico), abbiamo visto come si pone fra i media di massa e come ogni autore specializzi un proprio linguaggio. Il fumetto contiene tendenze, scuole e grammatiche molto diverse: \u00e8 un mondo di casi di studio. Chi oggi scrive di fumetto lavora solo sulle sfumature di senso, si direbbe.<br \/>Ma in effetti c\u2019\u00e8 una sfocatura sempre presente nel fumetto, perch\u00e9 il campo che collega narrazione e immagini stampate permette ai suoi margini esplorazioni non previste: nuove forme rielaborano le tensioni che il fumetto mette in atto. Io sono molto legato al modo con cui Charles Hatfield (<em>Alternative Comics: An Emerging Literature<\/em>, University Press of Mississippi, 2005) si accosta al fumetto il fumetto. Hatfield la definisce come un\u2019arte all\u2019intersezione di diverse forme di tensione: l\u2019interazione di immagine e testo scritto, dell\u2019immagine singola verso l\u2019immagine in serie, della sequenza verso la superficie (la messa in pagina, il layout dello spazio su cui si rappresenta il fumetto) e, infine, quella fra testo come esperienza e narrativa e testo come oggetto materiale, comprese dimensioni, forma, rilegatura, carta e stampa.<br \/>Io penso il Fumetto come un medium disarticolato, basato sulla tensione fra parti diverse che sono sempre disconnesse le une dalle altre, e che non si ricompongono. La relazione autore\/fruitore \u00e8 il momento critico di questo processo, una provvisoria ricostituzione di continuit\u00e0, che passa attraverso elementi di materialit\u00e0 e attraverso la propria esperienza del corpo, inoltre questo insieme di relazioni dinamiche si svolge in un ambiente concreto. Una particolare forma che il fumetto prende, quella della fanzine, risolve questa tensione nella comunit\u00e0 cui fa riferimento. Abraham Diaz delle Ediciones \u00a1Joc-Doc! dal Messico dice: \u00abUna zine \u00e8 una piattaforma di espressione autonoma per la pubblicazione che permette la comunicazione con persone di ogni genere. \u00c8 il produrle a mano che ti rende un editore di zine. Esiste oggi un pubblico pi\u00f9 dedito all\u2019arte che alla diffusione di informazioni, e cerca quello che manca in un libro, la sensazione della mano umana nella produzione\u00bb. <br \/>La zine nasce in un\u2019area di sottocultura, e scambia informazioni all\u2019interno di questa. \u00c8 difficile definirla come prodotto artigianale oppure come opera d\u2019arte: resta al confine fra le due. Per avere un\u2019idea pi\u00f9 compiuta di questa forma dobbiamo avvalerci del concetto di autoproduzione, molto diverso da quello di autoedizione, in quanto racchiude al suo interno una serie di atti di appropriazione e condivisione di tecniche, saperi e spazi. Il processo di autoproduzione non si esaurisce nelle pratiche DIY (do it yourself), in quanto non agisce se non connesso in network e senza un meccanismo collettivo del fare, in cui l\u2019autorialit\u00e0 si frammenta. Autoproduzione \u00e8 una modalit\u00e0 che produce una forma di vita, con una sua irriducibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di propri spazi di comunicazione e scambio, mentre i metodi di autoedizione producono altre forme di merci, perfettamente inscrivibili nel mercato. Tutti questi caratteri si sviluppano a partire da uno spazio e dalle relazioni che si instaurano fra i diversi soggetti coinvolti.<br \/>Una delle attuali possibili trasformazioni del medium \u00e8 al confine dei media digitali, o nello spazio virtuale online. Ci dobbiamo chiedere se e come sia possibile trasferire queste relazioni che i meccanismi dell\u2019autoproduzione determinano, come si costituisca in rete uno spazio dove possano agire queste dinamiche tra spettatore e autore. Diverse forme del webcomic si impiantano sul meccanismo a volte quotidiano, o ad altra scadenza temporale fissa, tipico del blog. Si costituisce un rapporto diretto tra chi produce e chi usufruisce del fumetto e proprio il ritmo della pubblicazione costruisce una relazione molto forte: si pensi in Italia al caso di Zerocalcare, che ha costruito queste relazioni prima attraverso le sue partecipazioni al festival indipendente Crack! e poi proprio nella continuit\u00e0 narrativa del suo sito online. Esiste anche la possibilit\u00e0 di favorire questo scambio con strumenti cooperativi, pensiamo alla <em>ShortBox Comics Fair<\/em> di Zainab Akthar, una piattaforma che per un mese condivide contenuti inediti (minimo 16 pagine, autore unico, nessun uso di Ai permesso): i file possono essere scaricati a pagamento e durante il mese del festival i diritti relativi vengono ripartiti fra organizzazione e autore (cui va il 91% della fee). Questo meccanismo crea rete fra progetti differenti e convoglia il pubblico del singolo autore verso nuovi progetti, con un effetto simile a quanto avviene negli incontri di microeditoria.<br \/>Ci sono e ci saranno zone di trasformazione anche negli spazi virtuali, ma devono sempre essere convertite in esperienze sensibili. L\u2019elemento che caratterizza lo scambio sensoriale e percettivo del fumetto \u00e8 quello concreto della materialit\u00e0 del supporto, che rende la reciprocit\u00e0 possibile. Se non si trasforma in oggetto ed esperienza reale il fumetto perde un importante frammento che determina lo scambio, quel passare di mano in mano della fanzine, ma anche quello strumento che trasferisce una esperienza sensoriale dell\u2019autore in una del fruitore. Senza andare mano nella mano sottoterra, sentendo paura assieme, questa antica magia non pervade la nostra immaginazione.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imprendibili disarticolate dinamiche di Valerio Bindi Testo rilasciato in CREATIVE COMMONS [BY SA] e liberamente scaricabile. 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