{"id":819,"date":"2021-01-27T17:37:43","date_gmt":"2021-01-27T16:37:43","guid":{"rendered":"https:\/\/fortepressa.net\/?page_id=736"},"modified":"2021-02-09T00:08:58","modified_gmt":"2021-02-08T23:08:58","slug":"fortopia-2016-cc-by-sa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/fortopia-2016-cc-by-sa\/","title":{"rendered":"Contributo a Fortopia (2016) [CC-BY-SA]"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"eplus-YKhqSg wp-block-heading\">autore: Valerio Bindi<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"eplus-A99XZr wp-block-paragraph\">Testo rilasciato in <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\">CREATIVE COMMONS [BY SA]<\/a> e liberamente scaricabile. Ogni donazione all\u2019associazione La Bagarre con cui organizzo molteplici attivit\u00e0 \u00e8 benvenuta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large eplus-mGY9Pc\"><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=T2Y3UKWDG46KJ\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"173\" height=\"38\" src=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2017\/11\/donazione.png\" alt=\"donate\" class=\"wp-image-260\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large eplus-lRUls0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"691\" src=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro-1024x691.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-860\" srcset=\"https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro-1024x691.jpg 1024w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro-300x202.jpg 300w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro-768x518.jpg 768w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro-960x647.jpg 960w, https:\/\/fortepressa.net\/valerio-bindi\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2021\/02\/bindicarro.jpg 1167w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Alle prese con un carro di SCIATTO <em>produzie<\/em> (1994)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"eplus-AuyYgr wp-block-heading\">ARCHITETTURA LA MATTINA DOPO<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"eplus-yUiK0Q wp-block-paragraph\">Architettura la mattina dopo era completamente imbiancata dagli estintori. Tutti consumati sparati a spegnere il fuoco della pantera. Fuoco che non aveva bruciato la facolt\u00e0 ma che ci bruciava dentro. Le feste che avevamo fatto ad Arkokk non avevano ancora spento l\u2019eco nelle notti di Valle Giulia. Ora ci serve un altro posto. E uno non ce ne basta in effetti. Su quelle ceneri-non-ceneri costruiamo un gruppo storto e sbilenco. SCIATTO si chiama, bello grosso tutto maiuscolo. Sfrontato. E ci siamo messi in testa diverse cosucce. Eccone alcune: tutto quello che vogliamo costruire possiamo &#8211; e dobbiamo &#8211; farlo. E poi: siamo una banda. Un gruppo. Non uno studio di architetti &#8211; fallo tu l&#8217;architetto &#8211; una posse se vuoi. Belli litigiosi e pieni di risorse. E cmq o tutti d&#8217;accordo o non se ne fa niente. Nel nostro gruppo il lavoro \u00e8 diviso alla pari. Con Ele si fa a gara a chi riesce a portare a Lia pi\u00f9 giunti contemporaneamente. E lei Ele \u00e8 la met\u00e0 di me. Edo \u00e8 testone e si arrampica fino in cima. Il Duka ama Sue che non si risparmia mai \u00e8 di una bellezza folgorante con i guanti da lavoro. Rob Andy War ed io ci eravamo lasciati dietro le vignette che facevano ridere il movimento. E il capo \u00e8 Nik J cio\u00e8 Francesca. Siamo tanti. Pi\u00f9 o meno di questi perch\u00e9 nel tempo che passa gente va e gente viene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-SQd5Z5 wp-block-paragraph\">Praga. 1990. Dopo che era venuto gi\u00f9 il Muro a morsi. Citt\u00e0 aperta in una primavera che a ottobre \u00e8 ancora l\u00e0. Giriamo tutti con le tutine rosse &#8211; molto socialismo reale &#8211; prese al supermercato. A Praga ci aggiungiamo produzie al nome. Uno snodo sensazionale. Artisti dall\u2019Est dall\u2019Ovest e i festival uno dopo l\u2019altro. Concerti risse ubriacature ai piedi del monumento a Stalin demolito a picconate. Certi francesi con le bombole ci fanno scuola: come fare i tappi come tenere la bomboletta e come passarla senza scolare vernice. Dipingevamo e facevamo risse e installazioni. A volte le tre cose insieme. Una sera ci lanciamo i secchi di vernice addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-6jWXPB wp-block-paragraph\">Quando torniamo ne vogliamo ancora. Non basta il Break Out &#8211; la nostra prima casa &#8211; per quello che abbiamo in mente. Abbiamo girato le periferie in lungo e in largo. Abbiamo capito come si scelgono i posti da occupare. Siamo una banda che non vuole partire da zero ha bisogno di un posto dove fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-rTaC1q wp-block-paragraph\">E allora Forte. Non ce ne stava un altro di posto che ci poteva dare da fare abbastanza. Potevamo raspare tra le cose abbandonate e ferraglia per le nostre installazioni. Giuliano ci ha preso a cuore da quando abbiamo ripulito lo spazio accanto alla sua officina. Nino ci tira ferro dentro al camion. Walter ci presta qualche attrezzo quando i nostri non funzionano. La sua fiducia in noi \u00e8 sempre un nostro vanto. Giriamo con furgoni rimediati qua e l\u00e0 carichiamo tubi innocenti da una parte e dall\u2019altra ma anche altre cose modulari che possono essere riusate rotelle bandoni lastre di ferro quello che \u00e8. Al Forte puoi far casino con il frullino e non c\u2019\u00e8 problema. E noi stavamo l\u00e0 a giocare con i bidoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-rU3xPp wp-block-paragraph\">Con il Festival dell\u2019Arte siamo operativi. Scriviamo il volantino della convocazione e ci muoviamo grazie a Costa che il Forte lo conosce bene. Di nostro facciamo scendere a Roma quegli artisti che abbiamo conosciuto in giro per l\u2019Europa in mezzo alla caciara di artisti che si dividono le celle sotterranee ora che \u00e8 tolto il fango dei decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-0WIzRp wp-block-paragraph\">Del progetto Majakovskij America di Barberio Corsetti nei sotterranei fino a mattina finisce in una piazza d&#8217;armi totalmente allagata. La notte lunga a fare domande a Thomas Harlan al caldo di una stufa nel Cinema Forte vedendo Wundkanal e parlando di Stammheim. Le infinite giornate con Alberto Grifi e Paola Pannicelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-FEjqJu wp-block-paragraph\">Il Gioco del Drago \u00e8 darsi a quello solamente tutto il tempo. Le riunioni nei vari spazi occupati e nel Coordinamento dei Centri Sociali. Alla fine mettiamo insieme due mesi di attivit\u00e0 ovunque tra le occupazioni romani e un numero impossibile di artisti di ogni provenienza. A zeromilalire di budget totale una programmazione che Roma non l&#8217;ha mai vista. I Mutoid aprono uno dei cortei spettacolari con i loro estintori modificati. Con una fiammata di dieci metri tengono lontane le divise. Il 14 di Luglio siamo noi SCIATTO che lanciamo l&#8217;assalto al cancello del Forte con macchine di fuoco. Ma questa volta \u00e8 gi\u00e0 nostro: si va per i dieci anni che quel cancello \u00e8 aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-xYxBHL wp-block-paragraph\">Quando si scioglie il Coordinamento \u00e8 un momento confuso per noi. Ci sciogliamo un poco anche noi. Tante discussioni per una delibera che non serve a nessuno di noi. Che invece ha separato la forza dei centri sociali nella citt\u00e0. Sala Macchine \u00e8 un ripartire da zero dai sotterranei per un lavoro costante dentro al Forte che porti l&#8217;attacco delle nostre macchine mutanti dentro uno spazio fisso. \u00c8 uno spazio stretto quello che ci ritroviamo eppure ci abbiamo costruito parecchio. Mostre con Prof Bad Trip Miguel Angel Martin Maria Colino Darko Maver. Installazioni di archeologia dei videogames postazioni radio pirata e docce soniche. Quella della doccia era stata una roba importante: un sub sopra una strobo sotto. Basse frequenze modulate da un software in linux investivano chi entrava nella cabina accolto da un caldo involucro di feltro o da una algida cortina di acciaio nella versione due. E dentro potevi goderti una trance elettronica che normalizzava la pressione del sangue come abbiamo scoperto facendo check medici agli utenti. Un droga musicale perfettamente funzionante. Free e senza limiti all\u2019abuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-VqoLI2 wp-block-paragraph\">Il tempo dentro al Forte non scorre mai allo stesso modo e ci sono anni lunghi una vita e decenni che invece sfrecciano. Come nelle storie epiche va che in una notte si decide di una vita. A un certo punto il Forte spinge il tasto OFF e chiude i novanta nella polvere di stelle del cinema underground e tra i cristalli di Torazine. Noi nello stesso giorno in cui finisce la guerra contro la Serbia facciamo l\u2019ultima peformance di SCIATTO con gli Zu e Okapi che tagliano le note dietro a noi. Quel gruppo si ferma l\u00ec sull\u2019orlo del millennio e ricomincia in un altro modo a fare le cose. Io mi ricordo l\u2019eclisse quell\u2019agosto 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-ef9Jv4 wp-block-paragraph\">Il senso dello stare e del fare dentro gli spazi occupati \u00e8 mutato totalmente all\u2019alba del 2000. Qui al Forte si prepara l\u2019Hackmeeting. Tutte le arti che si sono sviluppate dentro alla cinta di tufo hanno portato la forza del conflitto nei linguaggi e nelle forme dello spettacolo. Abbiamo occupato autoprodotto e autogestito pure il territorio nemico. Le occupazioni si sono fatte con la techno e i cortei con la Toretta. \u00c8 il momento pi\u00f9 alto. Trasversale. Pieno. Un fiume di cose sta convergendo a Genova. Noi siamo inchiodati su qualche ferrovecchio da trasformare per qualche lavoro in quei giorni e non siamo partiti. Con rabbia nella notte siamo andati alla lapide di Giorgiana a piangere un ragazzo che si chiama Carlo. Tutti quegli anni precipitati ancora una volta negli ammazzamenti e nelle torture di stato. Il Forte attacchina sul percorso del primo corteo un mio disegno gigante con Carlo e il sangue nero intorno alla testa. Le persecuzioni giudiziarie di l\u00ec a poco in qualche modo ci hanno preso anche a noi che lavoriamo a pupazzetti e bandoni. Tutto quello che si \u00e8 provato a Genova toglie la parola. A noi e a tutto il movimento che da allora non riesce pi\u00f9 a dire ed essere insieme con quella grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-tpiR8S wp-block-paragraph\">Crack! i suoi fumetti dirompenti le sue immagini taglienti esistono perch\u00e9 tutto questo abbiamo passato nel Forte. Non sono l\u00ec per caso. Dicono che pure se non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare quella lingua vedere si pu\u00f2 ancora vedere. Sto zitto non ti preoccupare non parlo di Crack! e nemmeno di Babel. Non si raccontano le storie finch\u00e8 non son finite dico io. E nemmeno questo libro la deve raccontare per davvero questa storia del Forte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"eplus-Izhqat wp-block-paragraph\">Che io credo c\u2019\u00e8 parecchio ancora da fare qui dentro e qualcun\u0259 dovr\u00e0 pure continuare a farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>autore: Valerio Bindi Testo rilasciato in CREATIVE COMMONS [BY SA] e liberamente scaricabile. Ogni donazione all\u2019associazione La Bagarre con cui organizzo molteplici attivit\u00e0 \u00e8 benvenuta. 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